Morbillo

Morbillo, cos’è e come si trasmette



Il morbillo, conosciuto anche col nome di prima malattia, è una malattia esantematica di origine virale del sistema respiratorio; è estremamente contagiosa e  colpisce  prevalentemente i bambini  di età compresa fra i 3 e i 6 anni. La malattia del morbillo è provocata dal virus Paramyxovirus del genere Morbillivirus, un virus a filamento singolo che attacca esclusivamente gli esseri umani e mai altri organismi animali. Secondo le stime dell’OMS (organizzazione mondiale della sanità), il morbillo sarebbe responsabile del 40% dei decessi infantili nel mondo. Il virus del morbillo è estremamente contagioso: il 90% degli individui che condivide lo stesso spazio vitale(abitazione, scuola, o qualsiasi altro luogo pubblico e privato) con una persona infetta, contrae la malattia. Il morbillo si trasmette principalmente  attraverso la respirazione, la saliva e in età adulta anche con l’attività sessuale. Il periodo di infettività è ancora oggi molto dibattuto: alcuni sostengono che il virus sia contagioso dai due ai quattro giorni prima dell’insorgere dei sintomi fino a due o cinque giorni dopo la comparsa dell’esantema; altri ipotizzano dai due ai quattro giorni prima dei sintomi fino alla definitiva scomparsa dell’esantema.

Vaccinazione contro il morbillo



Per prevenire il morbillo nei paesi sviluppati viene effettuata una vaccinazione del bambino intorno ai 18 mesi di età (non prima poiché il neonato eredità gli anticorpi dalla madre). Il vaccino contro il  morbillo  può essere somministrato nella cosiddetta vaccinazione  MPR, che protegge  da Morbillo, Parotite e Rosolia. Vaccinare il bambino contro il morbillo è fondamentale per prevenire la malattia, poiché il vaccino si rivela efficace nel 95% dei casi. Il vaccino contiene un virus la cui aggressività è stata limitata negli anni e oggi gli effetti collaterali sono abbastanza modesti. Il richiamo viene somministrato fra il quinto e il sesto anno di età, periodo in cui il bambino trovandosi in ambienti a rischio contagio maggiore come asili o scuole è più soggetto all’esposizione al virus. Il vaccino contro il morbillo  è consigliato anche a pazienti malati di HIV, purchè questi non presentano già gravi sintomi dell’AIDS. In questi soggetti la percentuale di efficacia è leggermente ridotta ma la vaccinazione resta sempre la principale difesa contro la malattia. Il vaccino può risultare pericoloso in soggetti con il sistema immunitario debole. Per questo motivo, prima della somministrazione, il medico scrupoloso potrebbe eseguire uno screening del paziente per valutarne l’idoneità. Purtroppo, nei paesi del terzo mondo dove il vaccino contro il morbillo e le condizioni igieniche e sanitarie sono ai minimi termini, la vaccinazione non è prevista e questa grave carenza nel sistema sanitario è la causa di un alto tasso di mortalità. Le ricerche di Andrew Wakefield che negli  hanno tentato di dimostrare una correlazione fra  vaccino  mpr e autismo sono oggi ritenute fraudolente. Benchè la polemica si ancora aperta,  è emerso che Wakefield avesse dei pesanti conflitti d’ interesse; in Italia, la somministrazione del vaccino anti morbillo continua a suscitare enormi polemiche. Un buon medico tuttavia saprà trovare il giusto metodo per approcciarsi al problema, per questo noi consigliamo ai genitori di bambini in età da morbillo di ascoltare sempre più pareri prima di decidere se “vaccino si o vaccino no“.

Morbillo, incubazione e sintomi virus morbillo

Il periodo di incubazione del morbillo è stimato orientativamente fra i 10 e i 15 giorni, trascorsi i quali iniziano a comparire le prime chiazze superficiali nella regione orale e faringea. I sintomi più evidenti del morbillo sono la febbre alta che può raggiungere i 40 gradi di temperatura, la congiuntivite (occhi rossi tendenti alla lacrimazione), mal di testa, vomito, sensibilità alla luce, inappetenza e tosse stizzosa.
Questi primi sintomi sono accompagnati dalla comparsa delle cosiddette macchie di Koplik, chiazze puntiformi di colore rosa pallido in bocca, solitamente all’altezza dei molari.
La febbre dopo qualche giorno scompare per 6/12 ore ma ricompare nuovamente accompagnata dall’esantema vero e proprio, un eruzione cutanea maculopapulare di colore rosso acceso che parte dal retro delle orecchie e si diffonde in poche ore  a tutta la testa e quindi nell’intero corpo del malato: i classici bubboni rossastri che caratterizzano il morbillo.
La febbre regredisce in media dopo 48 ore ma l’esantema permane per una settimana circa.

Diagnosi Morbillo

Il medico di norma diagnostica il morbillo quando il paziente presenta febbre da almeno tre giorni e un sintomo fra tosse, rinite e congiuntivite. L’osservazione delle macchie di Koplik, laddove individuabili, costituisce elemento primario per una diagnosi di morbillo, così come la storia recente del paziente e l’eventuale vicinanza a persone infette dal virus del morbillo.
La diagnosi è anche possibile in laboratorio con le opportune analisi.

Morbillo, prognosi e cura

Non esiste un farmaco anti-morbillo, La terapia è sintomatica e prevede l’uso di paracetamolo contro la febbre, farmaci per lenire la tosse e balsami per la pelle contro le macchie. L’utilizzo dell’aspirina è controverso, alcuni medici sostengono che non vada somministrata a soggetti di età inferiore ai 16 anni.
È essenziale che la malattia faccia il suo decorso e l’ammalato sia tenuto a riposo.
Tuttavia, il vaccino anti morbillo può avere una discreta efficacia anche nel caso in cui venga somministrato nei due giorni successivi al contagio, quando però è ancora asintomatico.
Nel caso in cui non sopraggiungano complicazioni il paziente dovrebbe rimettersi in una quindicina di giorni.

Complicazioni virus

Il morbillo può portare strascichi e avere delle complicazioni più e meno gravi, soprattutto in pazienti affetti da immunodeficienza. Le complicazioni più frequenti riguardano orecchie, bronchi e  polmoni: otite, bronchite e polmonite sono patologie che possono insorgere nel 10% dei casi di morbillo.
Seppur la casistica è esigua, in alcuni casi anche il morbillo può rivelarsi mortale; una persona su mille affetta dal virus sviluppa l’encefalite acuta da morbillo. Si manifesta dopo una settimana dalla fine dell’esantema con febbre alta, mal di testa, coma, stati mentali alterati e nella metà dei casi è causa di danni celebrali permanenti o di morte.
Di incidenza ancor più rara (pochissimi casi su un milione) è La panencefalite, conosciuta col nome di malattia di Dawson. Essa si manifesta dopo diversi anni  asintomatici dalla scomparsa del morbillo, in un arco temporale che va dai 6 anni ai 15, in particolare in quei soggetti che hanno contratto il morbillo prima dei due anni di vita.
Il decorso della malattia avviene in 3 fasi. Durante la prima, nel paziente iniziano a verificarsi strani cambiamenti di umore, irritabilità, perdita di memoria, scarsa capacità di concentrazione e spasmi improvvisi. Nella fase due gli spasmi aumentano, al punto in certi casi da impedire di camminare. Anche le capacità intellettive subiscono un drastico peggioramento. L’ultima fase è la più acuta, con perdita della parola, coma e morte. Il processo degenerativo della panencefalite dura tre anni. Solamente nella prima fase  – e all’inizio della seconda – è possibile intervenire con un trattamento a base di inosina pranobex per tentare di curare l’infezione. Allo stadio avanzato, essa è sempre mortale.