Quinta malattia, cos’è?

La quinta malattia, conosciuta ufficialmente col nome di megaloeritema epidermico, è una malattia esantematica causata dal virus Parvovirus B19, appartenente alla famiglia dei Parvovirus. Colpisce prevalentemente bambini di età compresa fra i 3 e gli 8 anni e non lascia strascichi permanenti. Può tuttavia affliggere anche adolescenti e adulti, ma superati i 18 anni l’organismo tende a sviluppare autonomamente l’immunità al virus. Inoltre, benchè sia una malattia molto diffusa, in alcuni soggetti – indicativamente circa il 20% degli infetti – essa si manifesta senza alcun sintomo; è dunque  possibile, arrivati ad una certa età, avere già avuto la quinta malattia ed esserne ignari.

Come si trasmette la quinta malattia

La quinta malattia si contagia mediante le secrezioni salivali e il muco (quindi con tosse e starnuti) dall’infetto al soggetto sano. La quinta malattia può essere trasmessa anche per via ematica o, nel caso di donne incinta, dalla madre al nascituro. La trasmissione è infima: la fase di contagio più acuta si registra quando ancora il malato non presenta alcun sintomo e  non è a conoscenza di rappresentare un potenziale pericolo per le persone intorno a lui. Paradossalmente, una volta che i sintomi sono manifesti, la quinta malattia è raramente infettiva per gli altri e la legge italiana prevede il reinserimento a scuola o al lavoro nel caso in cui l’ammalato o i suoi tutori lo desiderassero.

Come per tutte le malattie esantematiche, quali scarlattina, morbillo o rosolia, che si trasmettono con estrema facilità, chi quotidianamente frequenta luoghi pubblici come scuole, asili, palestre o mense è esposto a un rischio maggiore di contrarre la malattia. Non è mai stato creato un vaccino per la quinta malattia, per prevenirla sono utili i classici consigli delle nonne: lavare spesso le mani, non mettere le mani in bocca o negli occhi(anche gli occhi sono una porta d’ingresso per il virus!) ed evitare di stare vicino a persone malate. Chi si ammala di Quinta malattia si immunizza per sempre al virus e non può più essere contagiato.

Quinta malattia, sintomi  e incubazione

Una volta contratto il virus, il periodo di incubazione è asintomatico e può durare fino a due settimane. Segue un lieve aumento della temperatura, leggero mal di testa e infine la comparsa in volto dell’esantema a farfalla, non pruriginoso, riconoscibile dal rossore sulle guance dell’ammalato perchè richiama l’apertura alare di una farfalla. Dopo un pò l’esantema può estendersi anche alla base degli arti, al tronco e alle gambe. Nei soggetti adulti, che patiscono maggiormente gli effetti della malattia, ai sintomi si accompagna anche l’artrite.

Quinta malattia, diagnosi

L’esantema a farfalla che appare sul volto dell’ammalato è fra i più riconoscibili, quindi la diagnosi generalmente può essere fatta dal medico di famiglia dopo regolare visita.
Tuttavia, per valutare l’ immunità al Parvovirus B19 si è soliti effettuare un prelievo del sangue.

Quinta malattia, prognosi e cura

quinta malattia curaDalla comparsa dell’esantema possono trascorrere da 7 a 10 giorni prima della completa guarigione in età infantile.

Questa tempistica però può essere dilatata se l’ammalato è un adolescente o un adulto.
Complicazioni possono insorgere nel caso di  donne incinta, di soggetti con malattie cellulari gravi (come la leucemia) o sofferenti di anemia emolitica, con il sistema immunitario debole o malati di HIV.
Tutte le persone con le problematiche sopra elencate dovrebbero consultare il medico di famiglia. Salvo queste eccezioni, di norma  la quinta malattia non lascia strascichi.
La cura è sintomatica e prevede l’uso di farmaci per attenuare la febbre o i dolori artritici.
Evitare bagni prolungati, sforzi fisici e l’esposizione diretta al sole, anche quando i sintomi sono scomparsi, poichè potrebbe esserci il rischio di ricadute.