Vaccino MPR e autismo

Vaccino MPR e autismo: esiste davvero una correlazione?



Il vaccino MPR che ha contribuito alla riduzione  dei casi di morbillo, rosolia e parotite nel mondo, è al centro di una polemica interminabile da quasi 15 anni.
Nel 1998, Andrew Wakefield , un ex medico gastroenterologo britannico, insieme a 12 soci della Royal medical school britannica, pubblicò sulla rivista inglese Lancet una ricerca  volta a dimostrare una correlazione tra il vaccino Morbillo – Parotite – Rosolia (vaccino MPR) e l‘autismo regressivo, un disturbo mentale molto grave che provoca danni progressivi alle capacità locomotorie e linguistiche del bambino.
La diffusione della ricerca fu devastante: il panico si impadronì di tanti genitori che negli anni fra il 1998 e il 2004 non vaccinarono più i propri figli, alimentando così le epidemie di morbillo nel Regno unito e in tutto il mondo, con conseguenze drammatiche ed in alcuni casi mortali. Soltanto nel 2004   è emerso  che tutto il lavoro di Wakefield e del suo team fu in realtà una colossale frode.

In cosa consistono le ricerche di Wakefield sul vaccino MPR?

Su Lancet, nelle sue conferenze stampa e in altre riviste britanniche Wakefield sostenne di aver eseguito alcuni test su un campione di 12 bambini ricoverati al reparto di gastroenterologia dell’ospedale della Royal medical school.
Il fine di questa ricerca era quella di verificare l’insorgenza di nuovi e gravissimi disturbi gastrointestinali, correlati alla sindrome da autismo regressivo post somministrazione  vaccino MPR – Morbillo, Parotite, Rosolia.
A detta di Wakefield, 8 dei 12 bambini sottoposti al vaccino, riportarono l’insorgere dei sintomi comportamentali dell’autismo regressivo dopo appena due settimane  dall’esposizione al vaccino MPR.
Wakefield divenne una specie di eroe nazionale, il medico che va contro il sistema e si ribella alle lobby sanitarie mondiali, ambiziose e senza scrupoli. Il vaccino MPR una sorta di siero diabolico e letale.
Che le case farmaceutiche siano a volte un tantino pressanti nel sostenere la somministrazione di vaccini (come non citare il caso del vaccino per la banale influenza, oggi sconsigliato dalla gran parte dei pediatri) o nella prescrizione di farmaci, questo non l’ha mai negato nessuno, ad eccezione delle parti chiamate in causa.
Nello stesso tempo, la pericolosità di malattie come il morbillo – che la casistica ci insegna essere mortale in alcuni, sfortunati epidosi – la parotite – causa di orchite e sterilità permanente – o la rosolia, letale per il feto nelle donne in gravidanza, fa si che la nostra società non possa permettersi di convivere con lo scoppio sistematico di epidemie stagionali in scuole e luoghi pubblici.

Le smentite di Brian Deer sulla correlazione fra vaccino MPR e autismo

Nel 2004 il giornalista Brian Deer, supportato dal Sunday Times, condusse un’accurata inchiesta su Andrew Wakefield, il vaccino MPR e la possibilità di autismo. I risultati furono sconcertanti.
Nel 1996, l’avvocato Richard Barr del JABS – il gruppo che si occupa dei risarcimenti alle famiglie per danni causati dai vaccini – utilizzando il fondo governativo per l’assistenza ai non abbienti, versò nelle tasche di Andrew Wakefield la somma di 750.000 sterline al fine di sostenere una ricerca che potesse screditare l’industria medica inglese. Una lettera, ritrovata da Brian Deer, rivolta da Barr a Wakefield, riporta la seguente frase:
“Il nostro principale compito è quello di produrre un’evidenza inattaccabile così da convincere la giuria che questi vaccini sono pericolosi“.
Le prove di questo conflitto di interessi sarebbero di per se gravissime, in considerazione del fatto che il medico tenne nascosti alla stampa e ai suoi stessi colleghi il rapporto col JABS.
Ma non finisce qui:
le ricerche di Deer portarono alla luce altri fatti inquietanti.
Alcuni dei bambini esaminati da Wakefield avevano si manifestato i segni di autismo regressivo, ma già prima che fosse loro somministrato il vaccino.
La maggior parte dei bambini adoperati da Wakefield per i suoi test, che il medico dichiarò provenienti dai reparti interni alla Royal free Hospital, in realtà erano bambini esterni all’ospedale, più precisamente figli di uomini legati all’avvocato Barr.
Altri ancora, in realtà non manifesteranno mai alcun sintomo.
Come se non bastasse, è emerso che per ottenere le sue prove, Wakefield avrebbe effettuato sui bambini test molto invasivi ed evitabili come la colonscopia, in disaccordo con la deontologia medica.

Il general medical Council inglese si interessò al caso. Il ricercatore Nick Chadwick effettuò ulteriori test su un campione di 22 bambini affetti – o sospettati di esserlo – da autismo regressivo, inclusi alcuni dei soggetti esaminati da Wakefield. L’intento era capire se tracce del virus fossero  presenti nello stomaco di individui autistici. In nessuno dei casi approfonditi Chadwick riuscì a rilevare il virus del morbillo.
La ricerca di Chadwick è disponibile online in lingua inglese.

Nonostante le evidenze divulgate da Deer, Wakefield definì queste accuse delle gravi calunnie. A suo dire,  lo stesso Deer sarebbe stato in realtà un uomo del sistema sanitario britannico, pagato fior di quattrini per insabbiare le scomode verità sui vaccini.
Deer, molto serenamente, replicò a Wakefield di denunciarlo, insieme al GMC: il risarcimento danno ottenuto l’avrebbe fatto divenire il medico più ricco del Regno Unito. In effetti Wakefield seguì il consiglio, provò a intentare una causa ai danni di Deer, ma la perse.

Conclusioni

Nel 2010 il GMC, sulla scorta delle evidenze prodotte da Deer, radia Andrew Wakefield dall’albo dei medici con l’accusa di frode.
Gli altri medici che avevano partecipato alla ricerche ritrattarono ufficialmente i risultati pubblicati su The Lancet, asserendo che a loro volta erano all’oscuro dei conflitti d’interesse di Wakefield e affermando che non esiste alcuna prova evidente sulla correlazione fra vaccino MPR ed autismo.
Tutto concluso? Purtroppo no.
A dispetto dell’inchiesta di Deer, ancora oggi il terrorismo mediatico promulgato da uomini come Wakefield instilla nei genitori una forte ritrosia nei confronti dei vaccini. Online e su alcune riviste le idee di Wakefield godono ancora di grandi riscontri, al punto che in una recente controversia un giudice di Rimini ha sentenziato in sfavore dei vaccini.

La polemica fra sostenitori dei vaccini e detrattori è serrata ed è il fulcro di moltissimi interessi privati ed economici che pongono in secondo piano il bene comune dell’individuo.
Una difesa cieca e totale nei confronti delle vaccinazioni è inopportuna, così come gli attacchi sistematici da parte di genitori in buona fede ma fondati su pseudo ricerche fraudolente: i vaccini sono stati per tanti anni criticati a causa delle forti controindicazioni che – soprattutto nel diciannovesimo secolo e in parte del ventesimo secolo – ne hanno quasi sempre accompagnato la loro somministrazione. Allo stesso tempo, senza vaccini, probabilmente ancora oggi ci troveremmo ad affrontare  morti di vaiolo, morbillo, rosolia e complicazioni annesse. Nel settore della vaccinazione sono stati fatti passi da gigante, già dal ventunesimo secolo i vaccini iniettati non presentano più ceppi di virus attivi, cosa che ne ha notevolmente ridotto le controindicazioni. Se oggi molte malattie sono quasi del tutto debellate, il merito è sicuramente da attribuirsi allo sviluppo medico e all’introduzione del tanto discusso, tanto odiato, vaccino.

Fonti:
il sito di Brian deer http://briandeer.com/
Sito  a sostegno della correlazione tra vaccino MPR e autismo http://autismovaccini.com/