Varicella

Varicella, cos’è? varicella

La varicella è una malattia infettiva esantematica provocata da un virus appartenente alla famiglia degli Herpesvirus: il varicella zoster  VZV.
Il virus varicella è altamente contagioso e colpisce prevalentemente i bambini di età inferiore ai 12 anni: circa il 90% dei soggetti che entrano in contatto col virus ne vengono contagiati. Sebbene la varicella sia una malattia dell’infanzia, anche gli adulti  possono contrarla, con  sintomi e  complicazioni maggiori che nell’infanzia.


La denuncia della malattia alle autorità  è obbligatoria.
Il virus varicella si può manifestare anche nella sua forma recidiva Herpes Zoster o fuoco di sant’Antonio, una condizione che sebbene dovuta allo stesso agente patogeno si presenta con una sintomatologia differente.

Varicella, trasmissione

Il contagio della varicella avviene mediante le goccioline di saliva disperse nell’aria o entrando a contatto con le eruzioni cutanee che si formano sulla pelle dell’infetto. Tosse e starnuti favoriscono particolarmente la trasmissione della malattia.
La varicella è contagiosa  dai primi due giorni che precedono l’eruzione cutanea, fino a quando le vescicole comparse non hanno formato le croste. Il virus della varicella è molto leggero e questo rende la malattia altamente infettiva:  in una casa in cui un bambino ha contratto la varicella, la possibilità che altri bambini siano contagiati è molto elevata.
Prevenire la varicella, nel momento in cui siamo obbligati al contatto con un soggetto infetto è  complicato; i pediatri consigliano di lavare periodicamente le mani con acqua calda o con disinfettanti come la candeggina, in quanto il virus è sensibile al calore e al cloro. L’ammalato, per quanto possibile, va tenuto distante dagli altri bambini ancora sani.
Scuole e luoghi pubblici sono i principali focolai delle epidemie di varicella.
La varicella può essere trasmessa anche da individui con il fuoco di sant’Antonio – herpes zoster, una malattia provocata dal virus zoster varicella ma che si manifesta in maniera differente e in età adulta.

Vaccino varicella

La vaccinazione contro la varicella non è obbligatoria ma è il metodo più sicuro per prevenire la malattia. Da uno studio condotto negli Stati Uniti è emerso che prima dell’introduzione del vaccino  4 milioni di persone ogni anno si ammalavano di varicella. Di queste, più di 10.000 hanno avuto complicazioni gravi al punto da essere ricoverate in ospedale e circa un centinaio, fra adulti e bambini, sono morti. Il vaccino ha però drasticamente cambiato le cose e oggi, ad eccezione dei paesi del terzo mondo, la varicella non è più pericolosa come un tempo.
I medici consigliano di somministrare il vaccino due volte:  nei bambini, al dodicesimo mese di età con un richiamo intorno ai 5-6 anni, quando il rischio di contagio è maggiore, negli adolescenti che hanno superato i 13 anni o negli anziani che non sono mai stati contagiati da varicella, due dosi di vaccino a distanza di 28 giorni l’una dall’altra.
Il vaccino varicella ha un’efficacia del 98%. Nei casi in cui la varicella si presenta ugualmente, i sintomi sono molto blandi, inclusi i fastidiosissimi bubboni.

Varicella, sintomi e incubazione

Il periodo di incubazione della varicella varia fra i 14 e i 20 giorni, dopo i quali insorgono generalmente sul tronco – ma è possibile anche sul viso o sulla schiena – maculo papule rossastre molto pruriginose. Dopo breve tempo, massimo due giorni, le maculo papule si estendono per tutto il corpo, cuoio capelluto e organi genitali inclusi, si trasformano in pustole rossastre dalla punta giallastra – colorito dovuto al liquido interno -    che nell’arco di 8 ore si rompono originando una crosta. Tuttavia, le macchie si ripresentano seguendo lo stesso ciclo di evoluzione, sistematicamente per più o meno 5 giorni. La fase acuta del rush della varicella nella quale il prurito è intensissimo dura mediamente una settimana, ma occorre un po’ di più prima che le croste cadano tutte definitivamente. Per legge, il bambino può essere riammesso a scuola trascorsa la prima settimana dall’insorgere delle prime veschiche.
Altri sintomi  della varicella che generalmente accompagnano il rush cutaneo sono:

  • Febbre
  • Mal di gola
  • Dolore all’addome
  • Nausea
  • Inappetenza
  • Mal di testa

I sintomi possono anche precedere il rush cutaneo di un paio di giorni, ma non necessariamente sono presenti tutti insieme.
Nei soggetti con problemi alla pelle come l’eczema la macchie sono fonte di un prurito ancora maggiore. Nei bambini di età inferiore ai 5 anni l’esantema si manifesta solitamente in maniera più blanda.

Diagnosi Varicella varicella diagnosi

La diagnosi della varicella può essere effettuata con certezza mediante immunofluorescenza o PCR  isolando il virus dalle vescicole. Utile, anche se un po’ meno sensibile dei precedenti, è il test ELISA effettuato mediante  esame del sangue, per verificare i valori IGG e IGM

Varicella, terapia

La terapia per la varicella è sintomatica e volta ad alleviare i disturbi causati prevalentemente dalla febbre, dalle vesciche prima e della croste poi. L’assunzione di qualsiasi tipo di farmaco deve però essere valutata insieme al proprio medico di fiducia.
Per abbassare la febbre è possibile assumere del paracetamolo, mentre in risposta alle eruzioni cutanee pruriginose si può adoperare una lozione alla calamina.
In alternativa contro il prurito da varicella hanno particolare efficacia i rimedi della nonna; mettete il bambino nella vasca da bagno e diluite in acqua una cucchiaiata di bicarbonato di sodio. Sembra inoltre che i Sali del mar morto siano letteralmente miracolosi nella cura alle vescicole. Lo stesso dicasi per la farina d’avena.
Altri consigli utili:

  • Assumere vitamina C
  • Poiché le vescicole della varicella sono sovente presenti anche nella bocca, molto simili alle classiche stomatiti o afte, è consigliabile seguire una dieta priva di alimenti acidi o eccessivamente salati, per via del fastidio che ne deriverebbe. Sono invece  particolarmente adatte zuppe e gelati.
  • Non grattatevi. Una lacerazione delle croste potrebbe causare una grave infezione batterica. Nel caso di bambini, tagliate loro le unghie e fate in modo che non si grattino, sempre nei limiti del possibile. La notte, ad esempio, potreste coprire le dita delle loro mani con due calzini.
  • Mantenete il corpo idratato con acqua e bevande fresche.
  • Se il prurito diventa insostenibile e l’ammalato ha superato un anno di età, il medico potrebbe prescrivere un antistaminico più forte come la Clorfenamina.
  • Indossate indumenti larghi e di cotone.

Sono da evitare:

  • Ibuprofene
  • Aspirina (può causare sindrome di Reye nei soggetti affetti da varicella)

Varicella negli adulti e soggetti a rischio

La varicella è una malattia generalmente blanda che ha quasi sempre un decorso positivo. Tuttavia, in alcuni soggetti – adulti, donne incinta, neonati, individui con malattie del sistema immunitario – i sintomi si manifestano con maggiore intensità  e il medico potrebbe dunque optare per una terapia farmacologica di sostegno a base di aciclovir.
Negli adulti, il medico prescrive aciclovir a condizione che venga assunto entro 24 ore dall’insorgere delle prime vesciche. Normalmente va preso cinque  volte al giorno per una settimana. Le controindicazioni sono rare e comprendono diarrea e nausea.
Circa il 15% degli adulti con varicella è a rischio polmonite, percentuali che aumentano drasticamente nel caso in cui il soggetto sia un fumatore.

Complicazioni

Le complicazioni per varicella hanno un’incidenza bassa. I soggetti più esposti a complicazioni sono quelli immunocompressi, nei quali il virus della varicella può interessare più facilmente organi fondamentali come polmoni, fegato, cuore o reni. Nei bambini sani possono anche verificarsi fascite necrotizzante e patologie neurologiche dal decorso normalmente benigno. Il rischio maggiore per un malato di varicella è quello che le bolle si infettino per la presenza di batteri, generando infezioni cutanee. Normalmente, l’insorgere dell’infezione si riconosce dal mutamento della pelle circostante al bubbone, che diventa dolorosa e rossastra.  Nei soggetti adulti le complicazioni da varicella possono essere polmonite, encefalite o nefrite.

Varicella in gravidanza

smagliature dopo gravidanza
La trasmissione della varicella nel periodo della gravidanza può avvenire verticalmente, dalla madre al feto, ed è causa di gravi danni per entrambi, principalmente  per il nascituro. La varicella in gestazione è molto rara: si calcola che la varicella in una donna gravida si presenti  circa ogni 0,7 casi su 1000. Il pericolo maggiore per una donna in gravidanza con varicella è rappresentato dalla polmonite, qualora la donna contragga la varicella nell’ultimo trimestre di gravidanza; tuttavia è il feto ad essere esposto a rischi più alti dovuti alla sindrome da varicella congenita .

Le probabilità che una madre affetta da Varicella in gravidanza trasmetta il virus al feto sono comunque molto basse.
Come nel caso della sindrome da rosolia congenita, i pericoli maggiori per l’insorgere della sindrome sono presenti se la madre contrae la varicella durante i primi due trimestri di gravidanza (con maggiori incidenza nel primo trimestre). Se questo succede, le possibilità che il bambino sviluppi la sindrome da varicella congenita sono di circa il 10%.

La sindrome da varicella congenita porta alla morte del neonato nel 30% dei casi, oppure ad aborto spontaneo. I disturbi che derivano da questa patologia sono malformazioni congenite, lesioni cutanee, disturbi alla vista come la cataratta, gravi problemi neurologici, atrofia muscolare.

La sindrome da varicella congenita va distinta però dalla varicella neonatale. La varicella neonatale può svilupparsi nel nascituro se la madre contrae il virus varicella zoster nei giorni appena precedenti o successivi al parto. La gravità della malattia dipende essenzialmente dalla presenza degli anticorpi materni nel neonato, che la madre avrà sviluppato e trasmesso se la malattia è stata contratta fra 20 e 7 giorni prima del parto. In caso contrario, se la madre contrae la varicella 5 giorni prima o 5 giorni dopo il parto il neonato non è provvisto degli anticorpi e la malattia può rivelarsi fatale nel 20% dei casi.
La terapia è costituita dalla somministrazione di farmaci antivirali per endovena.

Ci teniamo a sottolineare che i periodi di tempo riportati  in questo articolo sono indicativi e variano di caso in caso. Il contagio e la trasmissione del virus vanno comunque monitorati con l’ausilio di medici specializzati, che tramite diagnosi accurate evidenzieranno i rischi possibili per la gestante e il neonato.

Per la sindrome da varicella congenita la diagnosi avviene mediante ecografia e risonanza magnetica. La diagnosi di varicella neonatale è invece effettuata tramite PCR.

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